Gioielli Padovani – Ai piedi degli Euganei

I Colli Euganei, una delle maggiori fonti d'ispirazione di scrittori, artisti e poeti.

I Colli Euganei sorgono al centro della pianura veneta e, con le loro inconfondibili forme coniche, sono da sempre una delle maggiori fonti d’ispirazione  di scrittori, artisti e poeti. Rappresentano inoltre una delle mete più attrattive di tutta la provincia di Padova, grazie ai loro inconfondibili paesaggi, alla natura incontaminata e alla ricchezza del patrimonio culturale. Fiumi e canali, acque termali, sentieri e colline, borghi antichi, castelli e ville rendono infatti unico questo territorio.

Il contesto collinare è di per sé un monumento straordinario che si solleva come un arcipelago di isolotti verdi al di sopra della pianura e che stupisce con i suoi colori, racchiuso in un bacino culturale che ha due fondamentali poli di attrazione nelle figure di Francesco Petrarca ad Arquà e di Angelo Beolco detto Ruzante.

E’ all’interno di questo contesto che opera il Consorzio Euganeo, impegnato già da alcuni anni nello sviluppo di una progettualità legata al tema dei luoghi letterari di Petrarca e Ruzante, con l’obiettivo di promuovere e divulgare l’opera dei due letterati. All’interno di questo quadro di sensibilità legata alla cultura dei luoghi, va ad inserirsi il progetto “GIOIELLI PADOVANI Tesori culturali da scoprire”, un format che ha voluto puntare i riflettori su alcuni luoghi spesso nascosti e poco conosciuti del territorio padovano con escursioni e visite guidate, e sul ruolo delle pro loco nella loro valorizzazione. Il Consorzio Pro Loco Euganeo è guidato dal Presidente Rossano Baraldo, rieletto all’inizio del 2016 per il secondo mandato, e comprende 18 pro loco presenti su tutta l’area che va dai Colli Euganei fino a parte della cintura urbana di Padova.

 

OBIETTIVI E MOTIVAZIONI DEL PROGETTO

In linea con queste premesse, anche per il 2018 il Consorzio Euganeo si è attivato per organizzare un ciclo di iniziative di apertura straordinaria e visite guidate attraverso alcune delle più importati Ville Venete: un percorso volto alla scoperta delle più importanti dimore del territorio, per conoscerne il loro valore storico- culturale e apprezzarne tutta la loro bellezza.

Il modello della Villa Veneta è unico nel suo genere, riconoscibile in tutto il mondo e si discosta dagli altri modelli di villa italiani, sia in termini architettonici e artistici, sia funzionali. Essa infatti esprime un’identità regionale, una cultura e una tipologia d’arte tipica della regione Veneto e per questo senza eguali.

 

PROGRAMMA DETTAGLIATO DELLE ATTIVITA’

WP 1: Villa Contarini Giovanelli-Venier – 21 ottobre 2018

La Pro Loco Vo organizza attività all’interno di Villa Contarini Giovanelli Venier un buffet di salutoLa Villa, oltre ad essere un’importante villa veneta, è sede del Museo del Paesaggio e Luogo della Memoria della Shoah. Essa infatti è custode non solo di gioielli artistici di una certa importanza, ma anche di memorie storiche.

Storia della villa:

Villa Contarini Giovanelli-Venier si trova nel centro del borgo di “Vò Vecchio”, antica sede municipale diventata poi frazione del comune di Vo’. La rilevanza dell’intero sito, sia sotto il profilo storico che per la qualità architettonica degli edifici e per il contesto paesaggistico-ambientale, risulta evidente a chiunque visiti il luogo. La villa sorge in un punto privilegiato di confine e di passaggio, che fin dal medioevo, e forse ancora prima, ha rappresentato una sorta di varco tra i Colli Berici e i Colli Euganei. Queste terre, riscattate dalle paludi grazie ad imponenti lavori di bonifica promossi dalla Repubblica di Venezia, fin dal 1400 risultano di proprietà dei Contarini, potente e ricca famiglia del patriziato lagunare. La costruzione della villa risale con tutta probabilità alla fine del 500, con modificazioni ed ampliamenti effettuati nei secoli successivi.  Nella sua progettazione originaria il corpo centrale della villa riproponeva l’immagine aulica del palazzo veneziano; l’edificio presenta infatti una pianta quadrata tripartita con saloni centrali sovrapposti. Nell’ 800 la proprietà passa alla famiglia Giovanelli-Venier che opera importanti lavori di ristrutturazione e ammodernamento, cambiando l’orientamento della facciata principale che, dal lato verso la piazza, viene spostato sul lato meridionale, di fronte alle barchesse. Anche gli interni subiscono un radicale riassetto e viene costruita la bellissima scala a mezzo bovolo che ancora oggi collega i vari piani dell’edificio. Lo spazio esterno è rimasto organizzato secondo l’originario impianto barocco: la scalinata a doppia rampa si apre a semicerchio verso la corte, dove le due imponenti barchesse laterali disposte in posizione divergente, creano insieme alla cinta mura arrotondata in fondo al giardino, una curiosa forma “a goccia”. A partire dal 1927, la villa è passata di proprietà ad altre famiglie e durante la Seconda Guerra Mondiale è stata requisita ed utilizzata dai nazisti come campo di concentramento degli ebrei delle province di Padova e Rovigo. Tra la fine del 1943 e il luglio del ‘44 al suo interno sono state rinchiuse circa una sessantina di persone – uomini, donne, bambini, spesso intere famiglie – che dopo alcuni mesi di prigionia, hanno subito la triste sorte di milioni di altri ebrei sterminati nei lager di Auschwitz-Birkenau.

Negli anni ’50 la villa viene acquistata dal Comune di Vò, che vi ricava all’interno le abitazioni dei propri dipendenti e dei maestri elementari. Una delle due barchesse è stata utilizzata per molti anni come sede della scuola elementare, mentre l’altra barchessa, di proprietà privata, ospita ancora oggi un bar-trattoria. Nel 2012 si è concluso un importante intervento di restauro, che ha riportato Villa Contarini Giovanelli-Venier al suo antico splendore. Attualmente le sale interne ospitano un interessante percorso museale: al piano nobile si trova il Museo del Paesaggio con una ricca esposizione di copie di antiche mappe del territorio, il secondo piano è dedicato all’allestimento di mostre temporanee, mentre il piano terra è diventato “Luogo della Memoria della Shoah”, con i resti delle cucine utilizzate dagli internati e pannelli che descrivono il dramma che hanno vissuto.

WP 2 Villa Papafava a Frassanelle – 4 novembre 2018

La Pro Loco Montemerlo organizza una visita guidata tematica all’interno della Villa Papafava, storica dimora della famiglia Papafava nonché simbolo di storia e cultura veneta, in occasione della rievocazione “Tra pace e guerra” organizzata in occasione del centenario della fine della Prima Guerra Mondiale.

Si tratta di una celebrazione importante che trae origine nel ritrovamento di una lettera dimenticata del Conte Novello Papafava dei Carraresi, uomo del ’99, noto scrittore, presidente della Rai e sindaco della città di Rovolon dal 1945 al 1946.

In questa lettera, Novello Papafava scriveva: “abbiamo celebrato i 50 anni dal conflitto spero possiate celebrare anche i 100 anni in una rinnovata Festa del Fogo”. Si tratta quindi di un impegno che prosegue nel tempo nel rinnovare questa rievocazione, che porta con se memorie e tradizioni. Un modo per ricordare una figura importante per tutta la comunità e il territorio da un lato, e un momento storico dall’altro, quello della Grande Guerra.  La rievocazione storica  prevede l’allestimento, nel parco di Frassanelle/Villa Papafava, di una classica retrovia italiana con tanto di ospedale da campo, l’area di comando, la prima linea con l’allestimento di una trincea e una retrovia austriaca.

Storia della villa

La Villa è situata in località Frassanelle, nel comune di Rovolon, nella parte settentrionale dei Colli Euganei. L’ottocentesca Villa Papafava dei Carreresi, è circondata da un’enorme parco verde ricco di boschi di pioppi, frassini e cipressi, e si estende in tutta la zona dal colle alla pianura.                     Il parco è un elemento importante della villa in quanto, al suo interno, custodisce un prezioso tempietto neoclassico progettato dal famoso architetto padovano Giuseppe Jappelli. Inoltre, proprio dai piedi del colle, è possibile accedere ad una scenografica grotta realizzata attorno al 1880.                     La particolarità di quest’ultima è che si sviluppa come percorso sotterraneo su diversi livelli per circa 200 metri di lunghezza. La villa fu costruita al posto di un edificio più antico attorno al 1822,  per volontà del conte Alessandro Papafava, appassionato di architettura e proprietario della villa a quel tempo. La famiglia apparteneva alla più antica nobiltà padovana, essendo conosciuta già nel Medioevo come ramo cadetto dei Da Carrara o Carraresi, vassalli dell’Impero dal XII secolo, poi artefici di una potente Signoria che governò Padova dal 1318 al 1405.I Papafava, che si erano imparentati con gli Schinelli signori di Rovolon, alla fine del 300 ereditarono in questa zona degli Euganei una vasta proprietà terriera, che comprendeva campagne, boschi e un castello sopravvivendo in seguito alla vendetta veneziana nei confronti dei Carraresi. Un elemento caratteristico della villa sono le quattro torrette simmetriche con tetto a spioventi presenti agli angoli. Sul lato ovest si trova invece l’antico oratorio già noto nel 600. Alla base del colle si trovano vasti annessi rustici e le scuderie. L’esistenza della villa pare risalga al XVII secolo, mentre fu solo nel 1822 che, grazie al progetto del conte Alessandro, in collaborazione con il fratello Francesco, tutta la struttura venne rielaborata in perfetto stile neoclassico. Dietro a questo progetto spiccano nomi di grandi artisti, come Antonio Canova, Angelica Kaufmann, Sir Thomas Lawrence e Giuseppe Jappelli, i quali parteciparono al progetto che coinvolse anche il parco circostante. Successivamente Alberto Papafava  apportò ulteriori modifiche, dalla bonifica del territorio alla sistemazione del giardino romantico all’inglese, fino alla creazione del laghetto e delle affascinanti grotte.

WP3 Serata Ruzantiana a Villa Contarini a Monselice – 24 novembre 2018

Il Consorzio Euganeo propone a tutte le Pro Loco associate una serata a tema, in chiave letteraria. Protagonista della serata sarà il poeta Angelo Beolco, detto il  Ruzante. Tale nome riprende quello di un suo famoso personaggio che egli stesso presentò nelle sue commedie e che addirittura interpretò direttamente in scena. L’obiettivo sarà quello di far conoscere a tutti i visitatori la figura letteraria di questo importante poeta. La serata sarà ospitata nella suggestiva Villa Contarini di Monselice, dove sono state organizzate visite guidate, seguirà una degustazione enogastronomica.

Storia della villa

Collocata sulla sponda sinistra del canale Bisatto, Villa Contarini rappresenta il tipico esempio di villa veneziana. La sua costruzione è documentabile già a partire dal 1581. Alcuni studiosi attribuiscono lo stile della villa all’artista Vincenzo Scamozzi, importante architetto e scenografo italiano rinascimentale della Repubblica Veneta. Ne rimane inoltre una inequivocabile descrizione iconografica nell’incisione di Vincenzo Coronelli del  1709, con la presenza di una cappella-oratorio di famiglia intitolata a Santa Teresa. Durante il XVII secolo la residenza patrizia assunse una pesante trasformazione, vedendo la costruzione di una scala a chiocciola.

La Villa passa poi dai Contarini al deputato Giovanni Carlo Avancini. Successivamente diviene possesso del nobile Trieste, e da circa un secolo è proprietà della famiglia Businaro.  Dell’immenso parco che si estendeva dalla Villa fino all’Isola verso Marendole, oggi rimane solamente la parte del curato giardino, addobbato dal pozzo settecentesco con un pregevole bassorilievo raffigurante un unicorno.  Un ambiente di grande rilievo all’interno della villa è sicuramente il salone: un enorme salone delle feste e ricevimenti, decorato con particolari stucchi ad altorilievo dalle tonalità verde pastello e bianche, con raffigurazioni di vasi floreali e un vaso a brocca. Sul soffitto sono presenti quattro busti in stucco a bassorilievo che raffigurano le tre età della vita: giovinezza, maturità, senilità e la maternità che genera e presiede alle età della vita.
Il pavimento del salone è eseguito con lo stile del terrazzo veneziano. A rendere l’intero ambiente ancora più maestoso, è un lampadario in vetro di Murano collocato sul soffitto.

Anche le sale nobili sono un elemento di rilevante importanza iconografica. Il Salone dell’Amore, ad esempio, prende il proprio nome dai bassorilievi a stucco raffiguranti Cupido ed altri elementi come acqua, terra e aria. La Sala del Camino, invece, fonda le origini del suo nome sul pregiato manufatto di marmo rosso di Verona. La decorazione delle pareti, in stile barocco e con tonalità rosacee, esalta in maniera significativa il prezioso lampadario in vetro di Murano.

ENTE:
REGIONE VENETO
IMPORTO DEL PROGETTO:
€ 10.698,19
IMPORTO FINANZIATO:
€ 8.558,55
LOCALIZZAZIONE:
I COLLI EUGANEI
CAPACITA' REALIZZAZIONE:
100%
ORGANIZZAZIONEL'unione territoriale
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